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Biorivitalizzazione

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1. INTRODUZIONE

La MEDICINA RIGENERATIVA, ambito piuttosto recente della ricerca medica, rappresenta, in un certo senso, una rivoluzione copernicana all’interno dei processi di cura.

La ricerca d’ambito si muove da una premessa comune per poi svilupparsi in maniera diversificata, nei vari contesti nosologici.

Il principio da cui partono queste ricerche è l’assunto secondo il quale  il corpo umano ha in sé gli strumenti per guarire dalle infermità, considerando lo stesso corpo quale potenziale medicina di se stesso.

Si può comprendere come tutto ciò possa apparire innovativo rispetto alla visione attuale di un organismo incapace di guarire se non assoggettato a medicalizzazione continuativa e reiterata.

Inutile star qui a ricordare a ciascuno di noi il peso sempre crescente che occupa il farmaco, rimedio quasi divinizzato, indispensabile ed ineludibile, che, solo, è in grado di garantire la salute.

Sappiamo bene che non è vero.

in breve

Degenza: ambulatoriale

Procedura: 20 minuti

Anestesia: topica

Medicazione: siero

 

2. BIORIVITALIZZAZIONE E BIOSTIMOLAZIONE

Si sente spesso parlare di questi due termini, da alcuni utilizzati in maniera indistinta e da altri invece messi in confronto.

La diminuzione di acido ialuronico nel derma è una delle maggiori cause dell’invecchiamento cutaneo; infatti l’acido ialuronico è responsabile dell’idratazione dermica e in parte della capacità riproduttiva dei fibroblasti e della sintesi di collagene.

 

In linea teorica, agiscono in maniera diversa sulla pelle, per cui avremo da un lato la Biostimolazione maggiormente adatta su individui giovani poiché andrebbe ad attivare l’elastina presente nei nostri tessuti, dall’altro la Biorivitalizzazione che andrebbe invece a simolare la produzione di Acido Ialuronico e quindi adatta a pazienti maggiori con segni cutanei da fotoinvecchiamento.

Detto questo, non mi sento di indicare un prodotto come prettamente stimolante o rivitalizzante, in quanto a mio avviso gli effetti tendono a potenziarsi a vicenda e sono difficilmente distinguibili.

Per questo motivo, nel testo utilizzerò in maniera indistinta i due termini.

 

Ciò che invece interessa i pazienti sono gli effetti che si possono ottenere con questi trattamenti:

  • Attrarre acqua e quindi idratare la pelle;

  • Stimolare la formazione di nuovo collagene ed ottenere maggior tono cutaneo;

  • Contrastare la formazione di radicali liberi e quindi prevenire l’invecchiamento cutaneo;

  • Rivitalizzare la pelle e donare lucentezza alla cute.

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Questi sono infatti i principali effetti che si ottengono.

 

La differenza principale tra un filler ed un biorivitalizzante è fondamentale:

i filler servono a dare volume, a dare forma, a ripristinare un volume. Le Bio invece lavorano alla base del fenomeno di invecchiamento della pelle. Non hanno quindi l’obiettivo di rimuovere la singola rughetta, bensì di stimolare la cute affinchè acquisisca elasticità, idratazione e luminosità.

Per questo motivo, biostimolanti di ultima generazione vengono definiti SKIN BOOSTER:

sono prodotti di recente introduzione a base di acido ialuronico che permettono una iperstimolazione della pelle. In parole povere, sarebbe come mettere il turbo alle cellule affinchè queste producano collagene.

 

3. PRODOTTI

Biostimolazione: iniettiva o passaggio prodotti veicolati da dermaroller, rf, peeling etc

In commercio esistono tanti prodotti disponibili, molti di questi estremamente validi.

Ciò che cambia è ovviamente la composizione: quasi tutti hanno come componente principale l’acido ialuronico a differenti concentrazioni, in aggiunta a glicerolo o mannitolo per dare ottenere un maggior richiamo d’acqua.

Esistono prodotti che contengono anche vitamine, acidi nucleici e minerali.

 

4. TRATTAMENTO

A seconda del prodotto utilizzato può variare anche la tecnica iniettiva:

la più utilizzata è quella a microponfi, in cui il prodotto viene iniettato in superficie (derma) in piccoli boli che tenderanno a riassorbirsi nelle ore successive.

L’effetto immediato è quello di un forte richiamo di acqua, con lieve arrossamento della cute.

La paziente avvertirà un dolore lieve al momento della puntura ed una sensazione di calore o lieve bruciore nei primi minuti. Questo effetto scompare nel giro di 5-10 minuti.

La sostanza viene iniettata con aghi estremamente piccoli. 

La durata del trattamento è di circa 5 minuti.

 

Esistono diversi protocolli di utilizzo: gli schemi principali prevedono una seduta ogni 20-30 giorni.

 

Possibili aree da trattare sono:

  • Viso

  • Collo

  • Decollete

  • Mani

 

E’ possibile associare al trattamento altre procedure che in maniera meccanica esaltano l’effetto della Bio.

Tra queste ricordiamo i Dermaroller (needling), la Radiofrequenza ed i Laser ablativi (CO2 ed Erbium)

 

5. PRP

Le tecniche di MEDICINA RIGENERATIVA sono basate sull’uso di un “FARMACO” che altro non è che un “estratto” (mi si passi il termine) cellulare derivante dal sangue dello stesso Paziente.

Ergo, zero allergie, zero contaminazioni, zero tossicità, zero rischi.

Orbene, tanto premesso, mi pare doveroso, tenuto conto della delicatezza della materia, entrare nel merito al fine di meglio definire le differenze con altre metodologie (ad esempio quelle basate sull’utilizzo di CELLULE STAMINALI ), che, ultimamente, molto hanno fatto parlare di sé.

Orbene, tanto premesso, mi pare doveroso, tenuto conto della delicatezza della materia, entrare nel merito al fine di meglio definire le differenze con altre metodologie (ad esempio quelle basate sull’utilizzo di CELLULE STAMINALI ), che, ultimamente, molto hanno fatto parlare di sé.

L’ambito cui facciamo riferimento va dal P.R.P. (PLATELET  RICH PLASMA) alle CELLULE STAMINALI, ma la nostra attenzione è concentrata sul P.R.P. e sui FATTORI DI CRESCITA PIASTRINICI

Il P.R.P. è una sostanza gelatinosa (GEL PIASTRINICO) che viene estratta dal sangue con una tecnica semplice ed economica.

Come ben sappiamo, le PIASTRINE , prodotto dell’attività del midollo osseo, sono principalmente deputate ai processi di EMOSTASI.

Responsabili di tali processi riparativi sono i cosiddetti  FATTORI DI CRESCITA PIASTRINICI

 

FASE 1:

Prelievo ematico e selezione dei concentrati piastrinici:

 Viene effettuato un normale prelievo di sangue presso un Centro Trasfusionale abilitato. 

Il sangue a questo punto  viene trattato con una centrifuga ed inserito in appositi kit.

Si ottiene quindi il prodotto finale:

Concentrato di piastrine e Fattori di Crescita

FASE 2:

Iniezione del PRP nelle aree da trattare:

Mediante uno strumento noto come Roller, si procede ad una preparazione del letto ricevente (cuoio capelluto) mediante la stimolazione della pelle in modo da amplificare l’effetto dei fattori di crescita. A questo punto viene applicato il PRP.

FASE 3:

La procedura prevede la collaborazione di un ematologo trasfusionista e del chirurgo.

Il trattamento può essere ripetuto ogni due-tre mesi per il primo anno ma va personalizzato per ogni singolo paziente.

 

6. COSA FARE DOPO E COSA EVITARE

Come in tutti i trattamenti mini-invasivi che caratterizzano le procedure di Medicina Estetica, il post trattamento è indolore ed il recupero è molto rapido.

Detto ciò, bisogna avere alcuni accorgimenti:

  • Utilizzare protezione solare per 5-6 giorni, in particolare in caso di comparsa di lividi.

  • Utilizzare crema idratante e massaggiare delicatamente la zona trattata per le prime 24-48 ore.

  • Evitare esposizione solare diretta o lampade abbronzanti: l’esposizione ai raggi solari può essere responsabile di iperpigmentazione della pelle, comparsa di lividi ed edemi nelle zone trattate.

  • Evitare alcolici ed ambienti caldi per le prime 12 ore.

 

7. CONTROINDICAZIONI

Le principali controindicazioni a questi trattamenti sono:

  • Allergie note ad uno dei componenti: durante la visita con il medico verranno mostrati i prodotti utilizzati con relative schede tecniche.

  • Assunzione di FANS ed anticoagulanti: si tratta di una controindicazione relativa in quanto il paziente può sottoporsi al trattamento se consapevole del maggior rischio di sviluppare lividi.

  • Gravidanza ed allattamento

  • Patologie autoimmuni in corso

  • Neoplasie: valutare caso per caso in particolare per l’utilizzo del PRP

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